venerdì 16 ottobre 2009

Canto di bellezza



Forùgh Farrokhzà
Canto di bellezza
(da "Divàr", "Muro")
Teheran 1958


Sulle tue spalle, rocce di granito dure e superbe
cascate di luce, ruscella l’onda dei miei capelli.

Sulle tue spalle, muro di cinta di un mirifico castello
danzano, come rami del salice, le ciocche dei miei capelli.

Le tue spalle, torri di ferro,
le tue spalle, fulgenti di sangue e di vita,
hanno il colore di un braciere di rame.

Nel silenzio, nel tempio del desiderio,
addormentata vicino a te,
i segni dei miei baci sulle tue spalle,
come morsi ardenti di serpenti.

Le tue spalle, nella rifrazione del sole
sotto le gocce chiare e tiepide di sudore
sfavillano come cime di montagne.

Le tue spalle, Mecca dei miei sguardi appassionati,
le tue spalle, sigillo di preghiera...

Nota: "Sigillo di preghiera, è il "mor-e-namàz", una piccola pietra, o un quadratino di creta o di ceramica, che porta incisi versetti del Corano, appoggiata a terra, su cui i mussulmani appoggiano la fronte prostrandosi nella preghiera. Senza la spiegazione non si percepirebbe la violenza e la forza blasfema della poesia di Forùgh.

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